sabato 19 febbraio 2011

L'italiano Qualunque

"Si comincia dando la precedenza ad un incrocio e finisce che ti prendono per ricchione"

All'inizio ho riso tantissimo, dopo un po' cominciavo a trovarlo deprimente, sul finale quasi mi veniva da piangere: una carrellata sullo stretto di Messina, Cetto promette il ponte (di pilu). E dopo aver perso diversi mesi a realizzare un documentario sul ponte che nessuno ha guardato, vedere quel finale non poteva che lasciarmi l'amaro in bocca.

Vedendo il trailer ho pensato che non poteva essere un film realista (come avevo letto). Un film comico è esagerato per natura, non può essere realista. Invece ho dovuto constatare come assurdamente lo fosse davvero. Vuol dire sostanzialmente che viviamo in una Italia comica. Senza mezze misure. Paradossale.

PS: sono anch'io stata un'emigrante "pentita" come l'esperto di marketing di origini pugliesi, ma per fortuna mi è passato. Solo noi borbonici possiamo sapere quanti conterranei diventano milanesi d'adozione truccando il loro accento... Sono veramente tristi, ma posso capirli.

1 commento:

ValeMmare ha detto...

ma infatti non dovevi neanche andare a vederlo un film del genere -.- ...e qst lo chiamano cinema?dovrebbe essere definito ORRORE!
non l'ho visto,mi è bastato il trailer per capire che sarebbero stati tempo e soldi spesi male.