sabato 19 febbraio 2011

Il Benigni retorico che unisce l'Italia

Successo strepitoso. Bipartisan.
Io però non me lo bevo. Non me lo bevo il suo frullato zuccheroso tuttifrutti. Dentro c'era un sacco di roba strana. Ma l'aroma della fragola copriva tutto.

In ordine sparso.

  • Non siamo solo noi italiani ad essere allegri al mondo.
  • Roma non è la città più avventurosa del mondo.
  • Scipione l'Africano non è stato il più grande condottiero del mondo.
  • Solo i bambini fanno a gara tra di loro per dire chi ha il giocattolo più bello o la mamma più brava. O i balordi per dire chi ce l'ha più grosso. Scusate.
  • Non sono stati i Romani a portare la cultura nel mondo antico ma i Greci.
  • Camillo Benso di Cavour NON è Wiston Churchill. Non sovrapponiamo.
  • Garibaldi era un mercenario.
  • Nino Bixio da generale NON ha sacrificato sempre sangue per la patria.
  • Questi grandi personaggi del Risorgimento avevano interessi. E grossi.
  • La maggior parte dei rivoltosi del sud Italia che ha seguito i Mille fu ingannata e poi trucidata con promesse mai mantenute.
  • Se i Borboni non erano democratici, figurarsi la maggior parte degli altri regni a loro contemporanei.
  • L'unità d'Italia non ha portato benefici ai sudditi dei Borboni.

Non ha raccontato 150 anni di storia in 50 minuti. Li ha banalizzati.
Va bene, ormai l'Italia è unita, non si può rimpiangere-ma mi aspetto che certi personaggi, ai quali già abbiamo dedicato edifici e strade in tutto il paese, non vengano santificati nel nome della patria. Anche perchè santi non sono.

Non si può condire un pourpourri nazionalista orgogliosamente bellico e virile (ma quale sano patriottismo) con due/tre frasi fatte sulla felicità e la vita. E' disgustosamente retorico. Ma a quanto pare ha funzionato con tutta l'Italia.

PS: Riguardo i compensi. Non mi interessa se abbia devoluto in beneficienza o meno il suo compenso. Il patriota uno non lo fa a pagamento. Altrimenti diventa una messa in scena. (Ma come, era così commosso mentre cantava sottovoce l'inno!)

Cielo, Cielo. E' questo che ci unisce? La retorica bellica. Il nazionalismo idiota. Lo stereotipo. Il celhodurosolo io. La fine della memoria storica. Come si mangia in Italia da nessuna parte. La mamma è sempre la mamma. Quelle frasi, sì, pour parler. De rien.

5 commenti:

Marco ha detto...

dissento quasi su tutto... ma una risposta puntuale richiede più spazio di un breve commento... :(

antonio ha detto...

a me sfugge il nesso tra l'essere patriottici (legittimo) e il compenso. Perche' una persona che presta il proprio lavoro non dovrebbe essere pagata?

Gli spot prima e dopo di lui sono pagati a peso d'oro, Morandi e' pagato, la Belen e' pagata; tu sei in un sistema dove chiunque e' pagato e non ti fai pagare perche' sei patriottico? Ma che vuol dire.

In fondo anche a te piace la fotografia, se ti piace dovresti farlo per passione, non dovresti farti pagare.

Valeria Farinella ha detto...

L'ho già detto perchè, perchè parlava accoratamente a tutti gli italiani per cercare di unire. Da Saviano è andato gratis per dimostrare che per lui l'importante era appoggiare il suo programma, parlare per arrivare alle persone.

Questo monologo lo considero come una pubblicità progresso (o pro onlus, genericamente), per fare il parallelismo con il mio mestiere. Nessun fotografo e nessuna agenzia si fanno pagare quando la comunicazione è sociale. Lo fanno per dovere civico e per avere l'onore di farlo.

antonio ha detto...

I soldi degli spot che andavano prima e dopo benigni mica andavano in beneficienza. E neanche a favore di qualche associazione per l'unita' d'Italia.

Non c'e' niente di male a farsi pagare, lamentarsi che una persona si faccia pagare per fare il suo LAVORO e' retorica.

Da Saviano e' andato gratis perche' avevano fatto storie per il suo compenso, se non ricordi male, una scusa politica per non farlo andare; e allora ha deciso di andare gratis. Non e' giusto che nel contesto televisivo si facciano le cose gratis.

Se vai in una scuola lo posso capire, ma al festival di sanremo, dove girano un casino di soldi, non c'e' nessun motivo di fare beneficienza

Valeria Farinella ha detto...

Io contesto il compenso per quello che diceva, non per dove lo diceva.

E' ovvio che a Sanremo girino tantissimi soldi, ma quella che ha fatto è stata una "lezione progresso", come la pubblicità progresso che ti citavo, quindi non era una cosa da pensare a pagamento. Gli spot progresso o per le Onlus girano in un sistema molto costoso e occupano degli spazi che in termini commerciali sono importantissimi. Questo non vuol dire niente.

"Questo monologo lo considero come una pubblicità progresso (o pro onlus, genericamente), per fare il parallelismo con il mio mestiere. Nessun fotografo e nessuna agenzia si fanno pagare quando la comunicazione è sociale. Lo fanno per dovere civico e per avere l'onore di farlo."

Non so cosa ci sia di oscuro o sbagliato in questo mio ragionamento.