lunedì 25 ottobre 2010

Papi paga anche gli intellettuali!

Tempo fa su La Repubblica Flores d'Arcais aprì un dibattito sulla correttezza etica di tutti quegli scrittori e quei giornalisti che pubblicavano con Mondadori pur criticando da sempre aspramente Berlusconi e tutto ciò che rappresenta per l'Italia anche in termini imprenditoriali.

Ora Travaglio si inserisce nel dibattito: siccome a Il Giornale scrivono sempre cose tendenziose, lui ci tiene a replicare. Il Giornale, dopo l'ennesimo record di share di Santoro, aveva scritto che gli intellettuali di sinistra sono tutti stipendiati da Berlusconi.

E perchè, non è vero?

Travaglio retoricamente adduce due argomenti facilissimi: che in Europa si fa così normalmente e che neanche gli operai della Fiat amano Marchionne, eppure... Uno: in Europa non credo che la gente lavorerebbe per Berlusconi avendo certe idee, anche se lui sarebbe disposto a pubblicarle. Due: che tristezza questo paragone. Tutti gli intellettuali di sinistra più in vista d'Italia se non lavorano con Mondadori possono lavorare con altre case editrici, gli operai della FIAT non hanno alcuna alternativa, tant'è vero che hanno accettato anche la nuova Pomigliano.

Travaglio dice che Berlusconi si è appropriato ingiustamente di Einaudi e Mondadori. Embè? Una ragione in più per non lavorarci. E' successo forse ieri? Non mi pare. Hanno avuto tutto il tempo di fare i bagagli.

Io non ho nessuna voglia di giustificare queste persone. Sono nella posizione di poter scegliere il datore di lavoro e scelgono Berlusconi. Credo di sapere perchè: lui paga tanto. E allora se paga tanto, poi per piacere... non cerchino la mia approvazione morale.

Guarda un po': l'unico vero grande censurato resta Luttazzi, di cui nessuno sente mai parlare. E' appena uscito il suo nuovo libro ed è pubblicato con Feltrinelli.

Le idee si vivono, non si ciarlano.

sabato 23 ottobre 2010

Meltin pot ADV

Certi tram a Milano sono stati tappezzati da questa pubblicità. Ho riso da sola per la strada. Le pose da bambolotti, una luce bellissima, la cura del dettaglio infinitesimale in tutte le zone d'ombra e poi ovviamente...
"When you look better, everything looks better".







Advertising Agency: Armando Testa Milano, Italy
Creative Director: Michele Mariani
Deputy Creative Directors: Luca Cortesini, Lorenzo Crespi
Art Director: Laura Sironi
Copywriter: Maria Meioli
Photographer: Lorenzo Vitturi

Kandoo _ Milano


Oramai l'abbiamo capito. A Milano il sushi è chic e alternativo. E infatti i ristoranti giapponesi o asian fusion pullulano. Così quando ho visto che Kandoo in viale Corsica 38 si rinnovava e offriva un aperitivo per re-inaugurarsi mi sono fiondata. Sì, perché io sono chic e alternativa. Ma con poche aspettative: nonostante i vari nomi sensuali cool anglofoni di fusion ed experimental non ci avevo mai trovato nulla. Sempre solita solfa, insomma. Ma se ti offrono degli spaghettini al grano saraceno aromatizzati al té verde con trito di anacardi le cose cambiano. E stavolta il nome complesso corrisponde ad un sapore complesso.
Io ci tornerei. Merita.
Interni come al solito di design, luci soffuse, toni sul giallo/oro e nero. Gente che non mangiava da una vita. Calca in crescendo, al crescendo sono partita per altri lidi. A tal proposito: marron glacé e caramello al sale rosa dell'Himalaya da Grom. E c'è solo questo mese. Da esperire.

Kandoo _ Nippon Restaurant . Viale Corsica 38, Milano.

venerdì 8 ottobre 2010

Creativi in cerca d'autore

Uno dei problemi di oggi è: cosa dire.
La maggior parte delle persone sopravvive al problema dicendo costantemente cose irrilevanti o ripetendo le cose dette da altri. Per questo provo una sottile nausea nei confronti della maggior parte dei creativi: non fanno che ripetere le storie altrui.
Magari tecnicamente in modo ineccepibile ed è questo il guaio. Così è ancora più difficile sgamarli.
Hanno visto e sentito così tante cose che continuano ad attingere pacificamente ed eternamente agli universi altrui.
Sono come gli attori da soap nelle grandi produzioni in costume. Bellissimi costumi, sontuose ville, spettacolare hairstyle, e poi basta.

Breviario comico del fenomeno (rubo la dicitura a Michele Serra):
Panasonic Lumix "No expert" Adv

Autopsie

Quando ho letto i dettagli dell'omicidio di Sarah Scazzi sono stata male. Ho visto degli istanti nella mente.E' per questo che non capisco per quale ragione i giornali insistono ancora su questa vicenda con i titoloni e i retroscena.
Non basta mai?
Non si dovrebbe semplicemente rispettare la memoria della ragazza e il dolore della famiglia?
No. Dobbiamo insultare il mostro, sapere i dettagli, cadere nello sconforto e nausearci fino al vomito.
Dobbiamo sventrare questo cadavere all'infinito.

Ndr: non volevo sapere i dettagli, ma in questi giorni sulla bacheca di Facebook sono venuti fuori decine di links e non era necessario cliccare leggere di più.