lunedì 24 maggio 2010

Rilievi del colle parte II.


"Altolà di Napolitano al governo: Non firmerò più decreti stravolti." O mi portate la penna, oppure mi secco ogni volta a cercarla nel cassetto.
(La Repubblica di ieri)

sabato 22 maggio 2010

Avviso ai naviganti


Azzeccare dieci numeri su venti è più difficile che azzeccarne sei. Vincere 4000 euro al mese per vent'anni vuol dire avere dei soldi che si svaluteranno costantemente. Vincere subito il montepremi del Superenalotto implica che i soldi verranno investiti e seguiranno l'inflazione.

In entrambi i casi è inutile bagnarsi: non succede mai.
E poi gli italiani dicono di odiare le tasse.

martedì 18 maggio 2010

Il sapore della vita



Ci sono tante cose a cui siamo abituati che non destano più in noi alcuno scandalo nè alcuna meraviglia. Tra queste, gli aromi artificiali. La maggior parte delle persone dice che sono una snob a fare questo discorso. Io dico che sono ragionevole.

Tutto parte dalla macchinetta del caffè delle nostre pause. "Bevanda al gusto di latte con cioccolato". La nostra vita è scandita da cose al gusto di. Mi domando dove sono finite le cose vere.

Io non compro i prodotti con aromi artificiali. Tra l'altro secondo la normativa UE la dicitura "aromi" indica quelli artificiali, mentre "aromi naturali" è chiaro così. Mi domando se non sia voluto.

Se il cioccolato ha gli aromi vuol dire che è di scarsa qualità. Quale cioccolato ha gli aromi? Nero Perugina, nonostante la loro suggestiva campagna pubblicitaria sulla sensorialità. Novi. Nestlè. Ferrero. Quali no? Si contano sulle dita.

Se la pizza ha gli aromi vuol dire che le cose sono messe lì per bellezza e lavorate così tanto che non hanno più alcun gusto (non esistono pizze con gli aromi? Pizza Ristorante Cameo ad esempio?)

Se i cereali per la colazione hanno gli aromi vuol dire che per la maggior parte sono segatura. Avete mai mangiato dei cereali al cacao senza aromi? Io sì. E' tutto un altro gusto. Sono cresciuta col latte e Nesquik e adesso odio i cereali con gli aromi. Li sento come di cartone. Quelli veri hanno tutta un'altra profondità di gusto.

Se lo yogurt alla frutta ha gli aromi vuol dire che non c'è frutta abbastanza per dargli un gusto. Anche la crema di yogurt di Muller ha gli aromi.

Non è un discorso snob. Si tratta solo di capire cosa sto mangiando. Perchè certe cose hanno bisogno degli aromi? O perchè devono assumere un gusto particolare che non è ricreabile (tutti i prodotti Kinder, la Nutella....) oppure per compensare sugli ingredienti. E la cosa più assurda è che la maggior parte delle volte non sono i prodotti più economici ad avere gli aromi, ma quelli più pubblicizzati.

A nessuno interessa sapere che gusto hanno le cose sul serio? A nessuno interessa sapere che le cose per cui sbaviamo ed ingrassiamo sono delle cose dai sapori anonimi che sono state profumate in un laboratorio? Io preferisco ingrassare con le fette di torta di Princi. (Questa era una considerazione snob.)

Io non ci sto a vivere una vita al gusto di.

martedì 4 maggio 2010

Il partito dell'Odio (Ma dai.)


http://www.facebook.com/pages/VIODIO/119358954756289


Per una volta Silvio aveva ragione: perché passare la vita ad odiare?
E io, poi, perché dovrei perdere una buona occasione per fare la moralista fintointellettuale? Eh? Perché mai! Così ho pensato di recensire questa pagina.

Come sempre su Facebook ciclicamente passano delle "mode". Un sacco di gente trova assolutamente divertente o interessante una tale cosa e quindi la condivide o la fa (che poi è un po' la stessa cosa) su Facebook.

E qualche giorno fa ho trovato immagini di persone diverse con lo stesso font, numerate, strutturate su fondo nero con la formula "x cosa"+ "ti/vi odio". Allora sono andata sulla loro pagina di provenienza e ne ho guardate un po', fino alla 60° circa.
Stavo per condividerne una anch'io, precisamente "Allevi ti odio". Ma poi ho pensato: pesiamo le parole. Di Allevi non me ne frega proprio nulla. D'accordo, non mi piace la musica che fa nè come si atteggia. Ma odiare no. Non mi fa nè caldo nè freddo.

Mi è montata dentro una nausea, di immagine in immagine. E ho dovuto smettere di leggere. Ma odi tutto! In una giornata quante cose ti fanno incazzare? Quanta gente ti dà fastidio? Quante cose tra quelle menzionate bastano per rovinarti la giornata?

Pesare le parole è importante sul serio. Io chatto, scrivo sms, scrivo su Facebook, leggo per la maggior parte del tempo riviste, quotidiani e manuali tecnici, dico parolacce, il mio vocabolario fa sempre più pena. Pesare le parole vuol dire anche pesare i propri sentimenti, le proprie reazioni. Dare sfumature alla propria vita. Che romantica, eh.

Che poi alla fine tutta questa mia esagerazione si riduce in realtà a: Va bene, odi questo, ami quello, non capisci questo, hai capito quello. Ma che bisogno c'è di pensar(ti) mentre sei connesso su Facebook? Siamo ancora in grado di pensare a noi stessi e fare delle considerazioni senza sentire l'urgenza di renderle pubbliche? Io mi rendo conto che spesso non sono in grado. E' per questo che ho un blog, forse!-tra le altre cose.

Non sarebbe bello prendere appunti delle cose che vorremmo condividere su Facebook prima di scriverle lì? Giusto per capire se veramente l'esigenza di condivisione era sensata oppure no.

Sto cercando di riprendere contatto con carta e penna. La virtualità mi diluisce la personalità.
Signore e signori, buonanotte.