martedì 9 marzo 2010

Rossopomodoro


In questo periodo in cui tutto tende ad uniformarci e neanche la politica ci dà occasione per fortificare la nostra identità si vuole fortemente trovare un modo per differenziarsi. A questo proposito arrivano in nostro soccorso il DioBIO, lo snobismo dello slow food, il minimal chic del mangiar sushi, i market con i prodotti dopdoctropbop, e via dicendo.

L'uomo è quel che mangia, e dunque Io non mangio al fastfood, Io non mangio cibi con aromi artificiali, Io mangio i cereali bio, Io compro solo olio dop, Io leggo le etichette, Io amo la zuppa di miso, Io mangio solo patatine hand-cooked from England e di conseguenza se voglio mangiare una pizza vado da RossoPomodoro a Milano. Questo perché io sono rimasta vittima di una retorica pubblicitaria che fa l'occhiolino a uno stupido mood che pretende di definirsi culturalmente superiore.

E dunque, a parte a' partenopea, che poi sarebbero le bruschette che con l'arrivo dell'estate fa mia zia Nunziatina quando ci invita da lei, la pizza ai 4 formaggi (non ricordo il nome figo) era moscia e acquea, il Chinotto Lurisia non lo avevano (solo Coca, Sprite e Fanta... wow.) e il tiramisù non solo era di due giorni fa ma era anche scenograficamente ricoperto da una coltre di Nutella (aromi artificiali, a voler fare la pignola). Come a dire: sì. Hai indovinato. Abbiamo cercato di prenderti per il culo. Però il piatto trasparente quadrato con lo zucchero a velo setacciato su è molto bello. Devi ammetterlo.

MenomalecheperòhomangiatosoloformaggiDOP. Ma vaffancetera va. Venti euro. La prossima volta faccio la zotica

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